Come ye sons of art – 2008

I Bambini cantano per i bambini

Il disco “Come ye sons of art” oltre a essere un’opera discografica di grande spessore, si iscrive nel contesto delle attività umanitarie: buona parte del ricavato della vendita è devoluta a Médecins Sans Frontières in progetti volti a migliorare e stabilizzare il livello di nutrizione dei bambini in alcuni stati africani. Nel 1999 Médecins Sans Frontières ha ricevuto il premio Nobel per la pace; è presente in 80 paesi e offre soccorso sanitario di emergenza alle popolazioni in pericolo.

Per un totale di ben 75 minuti di musica, il disco di Calicantus rappresenta il compimento di un progetto pedagogico-artistico iniziato nel 2003 che prevede l’esplorazione delle potenzialità espressive del coro di voci bianche nell’interpretazioni di opere barocche e di alcuni autori del settecento e ottocento, così come l’esplorazione del folclore ticinese ed elvetico, vero e proprio patrimonio culturale, valorizzato mirabilmente dai giovani coristi locarnesi.

Sul versante popolare, oltre alla splendida “La bella la va al fosso” e “O, ra valmaggina”, o la struggente interpretazione de “Signore delle cime” registrato al concorso svizzero vinto dal coro lo scorso anno, il disco presenta opere di compositori svizzeri quali Pierre Kaelin e il ticinese Ivo Antognini.
Di quest’ultimo troviamo “Great Spirit”, preghiera invocata dai Lakota, nativi americani delle pianure; “Wah-bah-dah-bah-doo-bee”, dedicata al musicista Marco Fratantonio e “Schwyzzerapsody”, originalissimo brano su testo di soli toponimi elvetici, tutti eseguiti in prima mondiale dal coro e registrati dal vivo all’Opera di Copenhagen nel corso del recente Simposio Mondiale di musica corale.

CD
Durata 74,41 minuti
Prezzo Fr. 33.00

L’ode “Come ye sons of art” di Henry Purcell, che da il titolo al disco, è uno squisito esempio di vocalità barocca che Calicantus riesce a offrire in modo accattivante e pregiato.
Il viaggio musicale del disco procede poi con autori della tradizione classica; Bach, Myslivecek, Dvorak, Fauré, eseguiti con straordinaria eleganza.

Ecco quindi il coro farsi viva voce, interpretando con maestrìa tecnica comportamenti sonori, espressivi e gestuali “d’altri tempi”, come riferimento a profonde emozioni, umane e universali.
Non mancano inoltre accenni alla musica pop, come “Vois sur ton chemin” o “Ticket to ride” dei leggendari Beatles.
In questo eccellente disco troviamo entusiasmo, ricerca e grande fragranza di proposte singolari sintetizzate in un percorso musicale avvincente e completo; un lavoro dei bambini per i bambini, come musica in dono alle future generazioni.
Un risultato che premia la magnifica parabola del coro, quasi un ventennio di abnegazione al servizio della ricerca, che incorpora rigore, volontà e dedizione.
Un climax quindi di unicità e d’ispirazione sorgiva, un raggio autentico di testimonianza vocale cui attingere. Un mondo di meravigliosa memoria per un ascolto senza tempo. Un cofanetto per il cuore e per l’anima, ecco il significato di questo disco. E l’incanto semplice infine e mai fuggevole di un profondo ricordo.

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